In breve
Nei punti nascita italiani il travaglio si descrive spesso in quattro periodi: prodromico, dilatante, espulsivo e secondamento (Ospedale di Macerata, Ordine delle ostetriche di Brescia e Mantova). Il Manuale MSD parla di tre stadi: l’apertura del collo dell’utero fino a circa 10 cm, la nascita del bambino e l’espulsione della placenta. Dove finisce la fase iniziale dipende dalla fonte: a 4 cm per il NICE, a 5 cm per l’AOGOI, a 6 cm per l’ACOG. Il Manuale MSD indica una durata media di 12-18 ore al primo figlio e di 6-8 ore nei successivi.
Indice
Le fasi del parto, chiamate anche fasi del travaglio, sono il collo dell’utero che si apre, il bambino che nasce e la placenta che esce. Nei punti nascita italiani si parla di quattro periodi, il Manuale MSD distingue tre stadi e i tempi cambiano da una fonte all’altra. Qui trovi i valori tipici con la fonte accanto: sono indicazioni di massima, perché ogni travaglio ha il suo ritmo.
Quante sono le fasi del parto?
Il Manuale MSD descrive tre stadi:
- Il primo stadio va dall’inizio del travaglio alla dilatazione completa del collo dell’utero, a circa 10 cm. Ha una fase iniziale (latente) e una fase attiva.
- Il secondo stadio va dalla dilatazione completa alla nascita del bambino: è il momento delle spinte.
- Il terzo stadio è l’espulsione della placenta, detta anche secondamento.
Gli opuscoli dei punti nascita italiani, come quelli di Bolzano e di Macerata, usano quattro periodi: prodromico, dilatante, espulsivo e secondamento. Il periodo prodromico prepara al travaglio attivo, che comprende il periodo dilatante e quello espulsivo (Bolzano). Alcune fonti aggiungono un quarto stadio, le prime ore dopo la nascita (Cleveland Clinic). In tutto, per un primo figlio il Manuale MSD indica un travaglio di 12-18 ore e di 6-8 ore per i successivi; l’ACOG parla di 12-18 ore e di 8-10 ore.
| Fase | Cosa succede | Durata tipica |
|---|---|---|
| Primo stadio, fase iniziale o latente (in Italia spesso periodo prodromico) | Il collo dell’utero si ammorbidisce, si assottiglia e inizia ad aprirsi; le contrazioni sono spesso irregolari | Molte ore, a volte giorni (NHS). Media di 8 ore al primo figlio, di solito non più di 20, e di 5 ore nei successivi, di solito non più di 14 (Manuale MSD) |
| Primo stadio, fase attiva (periodo dilatante) | Il collo dell’utero si apre da 4 o da 6 cm fino a 10 cm; le contrazioni sono regolari e forti | Media di circa 8 ore al primo travaglio, raramente più di 18, e di circa 5 ore nei successivi, raramente più di 12 (NICE). Per il Manuale MSD 5-7 ore e 2-4 ore, per la Cleveland Clinic 4-8 ore |
| Secondo stadio (periodo espulsivo) | Spinte e nascita | Fino a 3 ore al primo figlio, fino a 2 ore nei successivi (NHS). Per il Manuale MSD circa 2 ore e circa 1 ora, per l’Ospedale di Macerata 1-3 ore |
| Terzo stadio (secondamento) | Espulsione della placenta | Di solito entro 30 minuti con l’ossitocina, fino a un’ora senza (NHS). Per il Ministero della Salute 10-15 minuti, per il Manuale MSD pochi minuti e fino a 30 |
Infografica
Le fasi del parto in sintesi
-
Primo stadio
Fase iniziale (latente)
- il collo dell’utero si ammorbidisce, si assottiglia e inizia ad aprirsi
- molte ore, a volte giorni
-
Primo stadio
Fase attiva
- il collo dell’utero si apre da 6 cm (ACOG) o da 4 cm (NICE) fino a 10 cm
- in media circa 8 ore al primo travaglio, raramente più di 18; circa 5 ore nei successivi
-
Secondo stadio
Spinte e nascita
- fino a 3 ore al primo figlio, fino a 2 ore nei successivi
-
Terzo stadio
La placenta
- di solito entro 30 minuti con l’iniezione di ossitocina, fino a un’ora senza
Fase iniziale (latente): il periodo prodromico
Nella fase iniziale il collo dell’utero si ammorbidisce, si assottiglia e inizia ad aprirsi (NHS). Il NICE la descrive come un periodo non necessariamente continuo, con contrazioni e qualche modifica del collo dell’utero fino a 4 cm. Per l’AOGOI sono contrazioni percepite come dolorose, con una lenta progressione della dilatazione fino a 5 cm, indipendentemente dal numero di parti precedenti. Per l’ACOG è una dilatazione più lenta che dura finché inizia un cambiamento rapido, collocato a 6 cm.
Nei punti nascita italiani si chiama spesso periodo prodromico o pre-travaglio. L’Ospedale di Macerata lo descrive con contrazioni irregolari e un dolore simile a quello mestruale; l’AUSL di Piacenza scrive che può durare ore, a volte giorni, con pause di varia durata. Ne parla anche l’articolo sui prodromi del travaglio.
Per HealthLinkBC i primi crampi lievi durano 15-30 secondi e arrivano ogni 10-20 minuti, poi fino a 45 secondi ogni 5-7 minuti; possono comparire mal di schiena, diarrea o una perdita rosata. L’ACOG elenca la perdita del tappo mucoso e la rottura delle acque tra i cambiamenti che possono segnalare l’inizio del travaglio. Per l’ACOG una fase latente è prolungata oltre le 16 ore, ma la maggior parte delle donne entra comunque nella fase attiva con il tempo; per l’AOGOI una fase latente prolungata non è un motivo per ricorrere al taglio cesareo.
Cosa aiuta, secondo l’NHS:
- mangiare e bere qualcosa, perché ti servirà energia più avanti
- se il travaglio inizia di notte, stare comoda e dormire se ci riesci
- di giorno stare in piedi e muoverti con calma, per aiutare il bambino a scendere nel bacino e il collo dell’utero a dilatarsi
- respirazione, massaggi, bagno o doccia calda contro il dolore
Di solito ti diranno che puoi restare a casa durante la fase iniziale (Cleveland Clinic): l’AOGOI raccomanda di limitare i ricoveri in questa fase e, se madre e bambino stanno bene, di consigliare il ritorno a casa. Se non sei sicura, chiama l’ostetrica o il punto nascita: puoi farlo in qualsiasi momento (NHS).
Quando le contrazioni diventano regolari, inizia a cronometrarle, su carta con il diario delle contrazioni o con il contatore contrazioni online gratuito. Segui la regola del tuo punto nascita: il Policlinico di Milano, per esempio, indica una contrazione ogni 5 minuti, di 50-60 secondi, per almeno un’ora. Quando andare in ospedale mette a confronto le regole, compresa la 5-1-1.
Travaglio attivo: parte da 4, da 5 o da 6 cm?
Nel travaglio attivo il collo dell’utero si apre più in fretta e le contrazioni diventano regolari, più lunghe e più forti. Il punto in cui inizia dipende dalla fonte:
- ACOG (Stati Uniti): dai 6 cm di dilatazione
- NICE (Regno Unito): travaglio stabilito con contrazioni regolari e dilatazione progressiva da 4 cm
- Manuale MSD: fase attiva dai 4 cm ai 10 cm
- AOGOI: la fase latente arriva a 5 cm
- Ordine delle ostetriche di Brescia e Mantova: il periodo dilatante inizia per convenzione a circa 3 cm, con contrazioni più regolari, intense e ravvicinate, circa una ogni 5 minuti, di 40-60 secondi
L’ACOG nota che tra 4 e 6 cm c’è un intervallo in cui la dilatazione accelera, e che le regole per diagnosticare un arresto del travaglio attivo non vanno applicate prima dei 6 cm.
Per l’AUSL di Piacenza il travaglio inizia quando le contrazioni diventano più frequenti (almeno 3 in 10 minuti), più forti (tanto da non riuscire facilmente a parlare) e più lunghe (circa 60 secondi). Per HealthLinkBC nella fase attiva arrivano ogni 3-5 minuti e durano 60 secondi o più; puoi dubitare di farcela e chiuderti in te stessa. Per l’Ospedale di Macerata il dolore è più intenso verso la schiena. A questo punto dovresti essere in ospedale (Cleveland Clinic). Come cambia una contrazione da una fase all’altra lo spiegano quanto dura il travaglio e come riconoscere le contrazioni.
Cosa aiuta, secondo la Cleveland Clinic:
- camminare e cambiare posizione
- stretching leggero e respiri profondi
- un bagno o una doccia calda, non bollente
- una palla da parto
- una persona che ti sostiene
L’ostetrica ascolta regolarmente il battito del bambino (Ministero della Salute): come si controlla lo spiega l’articolo sul tracciato in gravidanza.
Transizione: gli ultimi centimetri della dilatazione
La parola «transizione» si usa in due modi. HealthLinkBC, il servizio sanitario della British Columbia, la riferisce alla fine della dilatazione, da circa 7-8 cm fino al collo dell’utero completamente aperto. Negli opuscoli dell’Ospedale di Macerata e delle ostetriche di Brescia e Mantova indica invece una pausa fisiologica tra la dilatazione e le spinte, in cui gli intervalli tra le contrazioni si allungano e c’è tempo per riposare, fino al premito, cioè la voglia di spingere.
HealthLinkBC elenca cosa puoi sentire:
- contrazioni forti ogni 2-3 minuti, di 60-90 secondi
- pressione verso il sedere
- momenti di panico e di confusione
- irritabilità, nausea o vomito
- braccia e gambe che tremano, vampate di caldo o di freddo
- un forte bisogno di spingere
Concentrati su una contrazione alla volta. Se senti il bisogno di spingere prima che la dilatazione sia completa, dillo all’ostetrica: HealthLinkBC suggerisce di respirare con respiri brevi e rapidi durante la contrazione.
Fase espulsiva: le spinte e la nascita
Il secondo stadio inizia con la dilatazione completa e finisce con la nascita del bambino (ACOG). Il NICE lo divide in due parti: nella parte passiva sei completamente dilatata ma non spingi ancora, in quella attiva spingi oppure il bambino è visibile. Per il Ministero della Salute, a dilatazione completa la donna avverte il bisogno di spingere e di solito il bambino nasce dopo tre-cinque spinte valide.
Puoi sentire una spinta simile allo stimolo di andare di corpo; con l’epidurale potresti non sentirla affatto (NHS). Puoi spingere durante le contrazioni quando senti lo stimolo, seduta, in ginocchio, su un fianco, in piedi o accovacciata, come ti viene meglio (NHS). Per l’ACOG il secondo stadio è prolungato dopo più di 3 ore di spinte al primo figlio e più di 2 ore nei successivi, e oltre questi limiti va valutato caso per caso; il Manuale MSD aggiunge un’ora o più se hai l’epidurale.
Quando la testa sta per uscire, l’ostetrica può chiederti di smettere di spingere e di fare respiri brevi, così la testa nasce piano e con dolcezza (NHS). Dopo la testa il resto del corpo di solito nasce con le 1 o 2 contrazioni successive. Se sei ancora a casa, senti un forte bisogno di spingere e pensi che il bambino stia per nascere, chiama il 112 o il 118 (NHS).
Secondamento: la placenta e le ore dopo
Dopo la nascita l’utero si contrae di nuovo e la placenta esce (NHS). Ci sono due modi di gestire questa fase:
- Con la gestione attiva ricevi un’iniezione di ossitocina e di solito la placenta esce entro 30 minuti. Riduce il rischio di una forte emorragia, ma aumenta la probabilità di nausea e vomito e può peggiorare i dolori da contrazione dopo il parto (NHS).
- Con la gestione fisiologica non c’è nessuna iniezione e la placenta può impiegare fino a un’ora (NHS).
Il NICE parla di terzo stadio prolungato se non è completo entro 30 minuti con la gestione attiva; con la gestione fisiologica il limite è 60 minuti. L’ostetrica ti spiegherà le due possibilità, idealmente già in gravidanza (NHS).
Le 2-3 ore dopo l’uscita della placenta vengono a volte chiamate quarto stadio: l’équipe controlla che non ci siano sanguinamenti anomali e puoi cominciare a conoscere il bambino (Cleveland Clinic). A Bolzano la mamma resta in sala parto con il bambino per almeno 2 ore, mentre si controllano le condizioni di entrambi.
Chiama subito, a prescindere dalle contrazioni
Se riconosci anche solo uno di questi segnali, non aspettare che le contrazioni rientrino in una regola: chiama subito l’ostetrica, il ginecologo o la sala parto, di giorno come di notte. L’elenco segue il servizio sanitario britannico NHS e l’ACOG, la società statunitense di ostetricia e ginecologia; il Policlinico di Milano indica molti degli stessi segnali.
- Si rompono le acque, anche se non hai ancora contrazioni.
- Il liquido è colorato o ha un cattivo odore.
- Hai perdite di sangue dalla vagina. Qualche striatura di sangue nel tappo mucoso può farne parte: se il sangue è di più, chiama.
- Il bambino si muove meno del solito.
- Hai un dolore forte e continuo che non passa tra una contrazione e l’altra.
- Hai la febbre, cioè 38 °C o più.
- Non hai ancora compiuto 37 settimane e pensi che il travaglio sia iniziato.
- Una contrazione dura più di 2 minuti, oppure hai 6 o più contrazioni in 10 minuti.
- Non sei sicura o sei preoccupata. Puoi chiamare in qualsiasi momento.
Chiama il 112 o il 118 se senti un forte bisogno di spingere e pensi che il bambino stia per nascere.
Fonti di questo elenco: NHS: Signs that labour has begun (2023); NHS: Pregnancy symptoms you need to get help for; ACOG: How to tell when labor begins; Policlinico di Milano, Mangiagalli Center: Quando andare in Ospedale (2024)
Domande frequenti
Quali sono le fasi del parto?
Il Manuale MSD descrive tre stadi: la dilatazione del collo dell’utero fino a circa 10 cm, la nascita del bambino e l’espulsione della placenta, detta secondamento. I punti nascita italiani, per esempio Bolzano e Macerata, parlano di quattro periodi: prodromico, dilatante, espulsivo e secondamento. Alcune fonti aggiungono un quarto stadio, le 2-3 ore dopo la placenta (Cleveland Clinic). La transizione non è definita da tutte le fonti: a seconda di chi la usa indica la fine della dilatazione o la pausa prima delle spinte.
Quanto dura la fase latente del travaglio?
Può durare molte ore o anche giorni ed è di solito la parte più lunga del travaglio (NHS). Per il Manuale MSD dura in media 8 ore al primo figlio, di solito non più di 20, e 5 ore nei successivi, di solito non più di 14. L’ACOG la considera prolungata oltre le 16 ore; per l’AOGOI una fase latente prolungata non è un motivo per ricorrere al taglio cesareo.
A quanti centimetri inizia il travaglio attivo?
Dipende dalla fonte. L’ACOG indica i 6 cm, il NICE e il Manuale MSD i 4 cm; l’AOGOI parla di fase latente fino a 5 cm e per le ostetriche di Brescia e Mantova il periodo dilatante inizia per convenzione a circa 3 cm. Il travaglio attivo finisce con la dilatazione completa, a 10 cm.
Quanto dura il travaglio attivo?
Il NICE indica in media 8 ore al primo travaglio, raramente più di 18, e 5 ore nei successivi, raramente più di 12. La Cleveland Clinic parla di 4-8 ore; il Manuale MSD di 5-7 ore al primo figlio e di 2-4 ore nei successivi.
Quanto dura la fase espulsiva?
Per l’NHS le spinte non dovrebbero durare più di 3 ore al primo figlio e più di 2 ore dopo un parto precedente. Il Manuale MSD indica circa 2 ore al primo figlio e circa 1 ora nei successivi, un’ora o più in aggiunta con l’epidurale; l’Ospedale di Macerata 1-3 ore. Il Ministero della Salute scrive che di solito il bambino nasce dopo tre-cinque spinte valide.
Quando devo andare in ospedale durante il travaglio?
Dipende dalla regola del tuo punto nascita: il Policlinico di Milano, per esempio, indica contrazioni regolari, una ogni 5 minuti, di 50-60 secondi, per almeno un’ora. Chiama subito se si rompono le acque, se hai perdite di sangue o se il bambino si muove meno (NHS), e il 112 o il 118 se senti un forte bisogno di spingere e pensi che il bambino stia per nascere.
Fonti
- Manuale MSD, versione per i pazienti: Travaglio (2024)
- ASUR Marche, Ospedale di Macerata, U.O.C. Ostetricia e Ginecologia: Il travaglio e il parto (senza data)
- Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, Comprensorio sanitario di Bolzano: Brochure informativa Ostetricia, Punto nascita (2023)
- Ordine Interprovinciale della Professione Ostetrica di Brescia e Mantova: Il travaglio e il parto (senza data)
- AOGOI: Fase latente del primo stadio del travaglio, le cinque cose da fare (PDF, 2019)
- Ministero della Salute: Parto (2024)
- AUSL di Piacenza: Quando venire in ospedale (2025)
- Policlinico di Milano, Mangiagalli Center: Quando andare in Ospedale (2024)
- NICE: Intrapartum care, guideline NG235 (2023, aggiornata 2026)
- NHS: The stages of labour and birth (2023)
- Cleveland Clinic: Stages of Labor (2025)
- HealthLinkBC (BC Ministry of Health): Baby's Best Chance, Stages of Labour (2024)
- ACOG: First and Second Stage Labor Management, Clinical Practice Guideline No. 8 (2024)
- ACOG: How to Tell When Labor Begins, patient FAQ (reviewed 2025)
Questo articolo non sostituisce il parere medico. Nel dubbio, chiama sempre l’ospedale, il ginecologo o l’ostetrica; in caso di emergenza il 112 o il 118.
